Burro di karité

Burro di karité

Che cosa è il Karitè?

Sarebbe interessante conoscere dalla ricca tradizione orale africana, qualche cosa di più della storia di questa pianta così importante. In Europa comunque la sua storia è assai recente: i primi cenni si trovano nella Descrizione dell’Africa scritta in italiano dal geografo arabo noto con il nome di Leone Africano verso la metà del XVI secolo.

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Il burro di Karitè è ricavato dai semi di un albero che gli indigeni spesso chiamavano l’albero “della salute e della giovinezza”. Il suo nome botanico è Butyrospermum Parkii, ed è un albero maestoso che in qualche modo ricorda nell’aspetto le nostre querce. Il frutto ricorda una grossa bacca con una buccia sottile e una polpa mucillaginosa di sapore gradevole, asprigno, simile alle nostre prugne. La polpa costituisce poco più della metà del peso del frutto; di solito avvolge uno, qualche volte due o più semi, protetti da un involucro duro, liscio, lucido di color marrone scuro.

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Nella grandezza e nell’aspetto il seme ricorda molto le nostre castagne commestibili, ed è qui che si ritrova il pregiato burro di Karitè, mescolato a lattice.
L’estrazione del Burro di Karité avviene ancora, nel luogo di origine, con un processo artigianale, dopo la selezione dei semi e la loro frantumazione: si ottiene cosí un prodotto di colore variabile dal verde chiaro al giallino, di odore gradevole e di sapore quasi dolce, che può essere impiegato puro, oppure, vista la sua ricchezza, si può usare come base di molti prodotti cosmetici.

Il Burro di Karité viene da sempre usato in Africa a scopo alimentare, come cosmetico e come farmaco, da solo o in combinazione con altre piante; gli indigeni lo chiamano “albero della giovinezza” e lo utilizzano ad esempio come balsamo per massaggi contro i reumatismi, gli indolenzimenti, le bruciature, gli eritemi solari, le ulcerazioni e le irritazioni della pelle; secondo la tradizione locale sembra infatti che esso favorisca l’aumento della circolazione locale, permettendo cosí una riossigenazione del tessuto epidermico e migliorando l’eliminazione degli scarti metabolici. Le donne dei paesi tropicali, famose per la loro pelle vellutata, lo utilizzano fin dall’antichità come protettivo contro l’azione del sole, del vento e della salsedine. In realtà le popolazioni africane usano ogni parte della pianta: la buccia e la polpa del frutto sono mangiate tal quali o cucinate secondo antiche ricette; il grasso contenuto nel seme, cioè il Burro di Karité, viene usato come condimento, simile al nostro burro, ma anche come prodotto cosmetico per la pelle e per i capelli; i residui delle lavorazioni si utilizzano come mangime per il bestiame; il grasso serve anche per fare candele, o per ricavarne detergenti simili al nostro sapone; il lattice delle foglie, della scorza e del midollo del tronco serve come colla e come base resinosa per il cheving-gum; infine il legno, che è molto duro e pesante, viene utilizzato per costruzioni e per oggetti di cucina e artigianali.

Che cosa contiene il Burro di Karitè?
Una parte importante, per la funzione terapeutica e cosmetica del Karitè, è l’insaponificabile, una parte estranea al grasso, chiamata così in quanto a contatto con la soda non reagisce per diventare sapone, come avviene con i grassi. Nel burro si ritrovano la vitamina A, la D e la E.

Uso cosmetico
Il burro di Karitè è un cosmetico con proprietà:
-filtranti nei confronti dei raggi solari UV
-idratanti
-lenitive
-filmanti e protettive
-emollienti
-eudermiche grazie alle quali mantiene la pelle giovane, levigata, di un bel colorito.
Effettivamente in cosmesi il burro di Karitè può avere e ha molti usi sia come protettivo solare, sia come lenitivo, sia infine come preventivo dell’invecchiamento cutaneo.

Il Burro di karité proviene dal nord del Benin, da una ONG (Organizzazione Non Governativa) no-profit.
Poiché uno dei pochi limiti che presenta il burro di karitè è la sua difficile lavorabilità visto che si presenta in forma burrosa, dura, che si scioglie sotto massaggio (ha una temperatura di fusione di circa 37°C), l’istituto LA MAISON DE L’ESPERANCE delle suore salesiane lo ammorbidisce.

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Viene ammorbidito battendolo vigorosamente con dei bastoni fino a farlo quasi spumeggiare.
Il concetto è simile a quello dei bianchi d’uovo quando vengono montati a neve (formando una microemulsione con l’aria)
Il prodotto quindi si presente più morbido e di facile applicazione, pur mantenendo intatte tutte le sue proprietà.

Per riconoscere il Burro di Karité nei prodotti cosmetici cerca nell’etichettatura il nome “Butyrospermum parkii butter”.

PRESENTE NEI SEGUENTI PRODOTTI:

Crema viso notte

Crema viso antiage

Latte detergente

Crema mani

Crema corpo Agrumi e Cannella

Maschera Balsamo Capelli

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